giovedì 9 ottobre 2008

Cosa si può fare per gli ultimi?

Cosa si può fare per gli ultimi?

A Palermo si è nuovamente riaccesa l’annosa questione dei “senza tetto” e la cattedrale è di nuovo occupata, oserei dire tra l’indifferenza generale!
Mi pare che sul problema degli ultimi c'è un generale fraintendimento, a Palermo come anche nel resto d'Italia, che conduce a due prospettive divergenti: o gli ultimi vengono ignorati, se non addirittura repressi, in attesa che chi sa quale atteso progresso socio-economico porti alla loro spontanea estinzione, oppure vengono considerati come una sorta di categoria protetta ai quali è concesso poter far tutto con la solidale tolleranza dei più illuminati.
Entrambe le prospettive, sebbene divergenti, hanno paradossalmente un punto in comune, che è “il non fare nulla” a livello pratico per intervenire e risolvere la questione alla radice.
In questi giorni, in cui i potenti del pianeta sono impegnati a dare fondo alle riserve finanziarie statali per salvare i ricchi della terra (e non lo dico con disappunto, ma come uno dei compiti di chi ha la responsabilità di gestire l'economia mondiale), non si trovano amministratori di buona volontà che sappiano affrontare in modo decoroso, il problema dei poveri, che stanno sotto la propria casa, avviando soluzioni virtuose in grado di "convertire" la loro visione di vita e di fornir loro i mezzi per risollevarsi dallo stato di indigenza nel quale versano?
Lo scontatissimo adagio: «Se vedi un uomo che ha fame, non gli dare un pesce, ma insegnagli a pescare», qui è quanto mai opportuno.
Certo è più faticoso ed impegnativo insegnare a pescare rispetto ad un’occasionale elemosina, ma è risolutivo del problema e, nello specifico, più rispettoso della dignità umana.

Andrea Volpe

domenica 5 ottobre 2008

Chi oggi fa politica in Sicilia?

Ormai è il ritornello ricorrente: "Tutto è nelle mani di Lombardo"!

Nella storia isolana l'unico che abbia avuto un potere così esclusivo è stato forse Silvio Milazzo, per chi se lo ricorda, e la cosa finì male, almeno per lo stesso Milazzo!

Nemmeno Governatori come Rino Nicolosi e Salvatore Cuffaro si sono ritrovati con tale carico di potere esclusivo e di responsabilità, come quello che attualmente pende sul capo di Raffaele Lombardo.

E mentre il merito non è tutto di Raffaele Lombardo, il demerito sicuramente è tutto dei politici e della politica siciliana, che si è chiusa, a destra come a sinistra, sulla salvaguardia spicciola di questo o quell'esponente politico!

Voglio sottolineare che la mia sfiducia nei rappresentanti dell’opposizione del PD siciliano non è indiscriminata, ma mi pare che tutti sperimentiamo quotidianamente che ad esser sistematicamente nulla è la risultante della loro azione politica complessiva: mentre Antonello Cracolici denuncia che a Roma il PD siciliano non gode di alcuna considerazione, Alessandra Siragusa raccoglie le firme a supporto della linea politica di Veltroni!

E, d’altra parte, quella in Lombardo è una fiducia ben riposta? Ad essere pregiudizievoli sicuramente no!

Ma è l’unica strada politica che oggi la Sicilia si trova a percorrere.

Che si può fare?

Solamente stare col fiato addosso al Governatore Lombardo e sperare bene per il futuro dell’Isola.

Purtroppo al momento non mi pare che si possa fare altro, perché sia a destra che a sinistra nessuno è in grado di creare un’alternativa!

Andrea Volpe

venerdì 19 settembre 2008

Chi vuole il fallimento ALITALIA?

Sul caso Alitalia da alcuni mesi mi faccio la seguente domanda:
"Come mai l'Alitalia, che vola sempre ad aerei stracolmi, perde due milioni di euro al giorno, mentre altre compagnie, che volano ad aerei semivuoti, fanno profitti"?
Le risposte che mi vengono in mente sono le seguenti tre:

1) Cattiva gestione e organizzazione ed incapacità industriale.

2) Classe dipendente privilegiata con costi esorbitanti fuori mercato del lavoro (forse questo è quello che pensa Berlusconi).

3) Volontà politica di svendere Alitalia a qualcuno che può ricambiare il favore a livello politico-economico.

Mi rispondo da solo nello stesso ordine in cui mi sono posto le domande:

1) Se c'è stato e c'è un problema di cattiva gestione e organizzazione, come sicuramente è, dopo che la situazione Alitalia è sotto i riflettori dell'opinione pubblica nazionale ed internazionale, non dovrebbe essere assolutamente difficile trovare un gruppo dirigente onesto e capace in grado di riportare una sana e normale gestione dentro la nostra Compagnia di bandiera, che gli utili sicuramente li dovrebbe fare, visto che, anche in questi giorni di crisi economica e di immagine, viaggia sempre piena. Lo scrivo in modo provocatorio (ma solo fino ad un certo punto...): propongo me stesso, che sono un ingegnere avvezzo e addestrato all'ottimizzazione dei sistemi produttivi, per studiare e metter mano alla struttura industriale di Alitalia per renderla razionale e produttiva! Se le cose stessero così, sarebbe veramente facile trovare una soluzione! Purtroppo sono convinto che non è questo il climax della crisi Alitalia!

2) Se la responsabilità è dei privilegi dei dipendenti Alitalia, penso che il trauma di questa crisi, che ormai si trascina da anni, sia tale da far rinsavire i dipendenti e porre rimedio immediato alla questione. Sono state diffuse da parte dei lavoratori Alitalia voci di disponibilità ad andare a lavorare pure... gratis, in questo momento di crisi, pur di mantenere in vita l'attività dell'Alitalia e di avviare al salvataggio la nostra Compagnia di bandiera. Purtroppo nemmeno questo mi pare il nocciolo della vicenda, che anche su queste basi potrebbe avviarsi a soluzione!

3) Ahimé, la volontà politica di distruggere la Compagnia di bandiera, a favore degli...amici, mi pare l'ipotesi più probabile e quella che appare si stia continuando a perpetrare, malgrado tutto e contro gli interessi della Compagnia di bandiera, dei suoi dipendenti e di noi italiani tutti. D'altra parte questo è un meccanismo ben sperimentato nel passato nel nostro paese: cioè deprezzare per svendere-regalare....!

Se così è, non rimane che schierarsi dalla parte dei lavoratori e fare il tifo perchè l'Alitalia, che finora è stato un gioiello del made in Italy, non vada perduto per gli interessi personali dei soliti potentati economico-politici italiani!
Se fosse sincera l’affermazione del commissario Fantozzi (purtroppo gli credo poco, perché lo conosco), e cioè che “Alitalia continuerà a volare fino a che ci sono i soldi”, allora potremmo scoprire la bella sorpresa che Alitalia volerà ancora per molto tempo!


Andrea Volpe

martedì 16 settembre 2008

Il sonno degli eletti.....

“L’Assemblea Regionale Siciliana vive la vigilia del federalismo leghista come un turista alle Hawaii, in attesa delle fanciulle con le ghirlande di fiori. E’ sdraiata sui suoi privilegi, i suoi risvegli sono più rari dei poveri malati in stato vegetativo da tempo immemorabile. Per non andare in depressione quelli che ci tengono sventagliano interrogazioni e disegni di legge, sapendo che né le une né gli altri entreranno nel dibattito parlamentare”.
Riprendo queste affermazioni dalla seguente pagina di SICILIAINFORMAZIONE:

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/28949/dopo-lunga-vacanza-lassemblea-siciliana-torna-aula-allordine-giorno-nulla-quasi.htm

È veramente incredibile il sonno in cui giacciono i rappresentanti siciliani eletti… dal popolo (con gli attuali sistemi elettorali anche questo è un pietoso eufemismo....) per difendere gli interessi del popolo siciliano.
Alla tradizionale omologazione al potente di turno degli eletti di destra, oggi si affianca una speculare quiescenza degli eletti di sinistra.
Qualcuno mi sa dire quali iniziative di interesse collettivo stiano portando avanti i rappresentanti eletti alle istituzioni?
Eppure siamo in un momento delicatissimo per le nostre istituzioni, che rischiano modifiche radicali per volontà di pochi portatori di interessi che sono alternativi a quelli della nostra isola!
Noi siciliani, che non siamo stati capaci di utilizzare le grandi opportunità dello Statuto Regionale e di difenderlo, adesso rischiamo di subire una riforma costituzionale della quale non ci occupiamo!

lunedì 18 agosto 2008

Nell’attuale regime mediatico, dove televisione, giornali ed internet la fanno da padroni, esiste ancora un’opinione pubblica?

Che opinione pubblica è quella fondata sul racconto di come la pensa la maggioranza da una parte, di come la pensa la minoranza dall’altra e di quello che fa il governo?
Cioè, si può formare opinione prendendo da tre verità interessate e di parte?
E questo è il ruolo dell’informazione, cioè quello di raccontare asetticamente quello che propinano i potenti, gli unici con diritto di tribuna?
In questo modo, chi dovrebbe fare informazione, è portato a trascurare il fatto, a non analizzarlo e, in definitiva, trasmette all’opinione pubblica un’interpretazione della realtà filtrata dagli interessi della maggioranza, della minoranza e del governo.
Così l’unica opinione pubblica che si può formare è quella dettata dall’agenda del potente di turno: paradossalmente si è portati ad avere un pensiero unico proprio in nome del pluralismo e della neutralità dell’informazione!
Risultato complessivo è l’omologazione delle proposte esistenziali delle avverse parti socio-politiche e l’avanzante scomparsa di una visione di vita alternativa a quella, a sua volta ormai comune, di maggioranza ed opposizione, da tempo accomunate da una sorta d’abbraccio mediatico fondato su modelli indistinti e condivisi.
A me pare che le cose stiano così, ma sarebbe opportuno sentire altre campane….

Andrea Volpe

domenica 13 luglio 2008

La Carfagna e la via italiana al femminismo

La vicenda di Mara Carfagna, ministra delle “Pari Opportunità”, la dice lunga sullo stato di salute del movimento femminista in Italia.
È possibile che, con il fiume di fango che in questa circostanza sta scivolando sulla politica italiana, sia a destra che a sinistra l’unica levata di scudi a favore della Carfagna è sulla violazione della “privacy” e non sulla esistenza o meno dei fatti venuti alla ribalta della cronaca, rosa o politica che sia?
È perchè in questo dibattito non si sono fatte sentire le voci del femminismo italiano?
Conoscendone le prese di posizione del recente passato, l’unico silenzio assordante è quello di Veronica Lario, attuale consorte di Berlusconi. Ma l’assenza di tutte le altre voci femminili, sia nell’ambito politico che nell’ambito culturale, è assolutamente inspiegabile!
Può essere che non si alzi una voce a difesa della dignità femminile in sé, e della Carfagna se si vuole, di tono diverso dalla stereotipata accusa nei confronti della pubblicazione di colloqui privati?
Che fine hanno fatto i movimenti femministi italiani?
E queste pari opportunità sono veramente tali per le donne italiane?
Anche a sinistra, dove il PD ha imbottito di presenze femminili gli organismi di partito, non è cambiato nulla nell’indicazione delle linee politiche: infatti, anche la rappresentanza femminile politica è stata lottizzata dal gruppo dirigente, nel cui ambito le poche donne, che godono di considerazione, in buona sostanza si comportano allo stesso modo e con gli stessi criteri dei loro colleghi uomini.
E anche gli “enti morali”, che tanta voce hanno nella formazione della pubblica opinione italiana, dove sono, con chi stanno?
Spero che almeno questa vicenda, così eclatante, scuota dal torpore l’opinione pubblica italiana e che, almeno su questo BLOG, sia aperta una riflessione seria su queste vicende.

Andrea Volpe

giovedì 10 luglio 2008

È giusto concedere l''impunità a Berlusconi?

Si, mentre la "sinistra-bene" si strappa i capelli per le improvvide esternazioni di due comici, come Beppe Grillo e Sabina Guzzanti, Berlusconi e i suoi alleati, Fini e Bossi, perpetrano la più tragica operazione legislativa con valore retroattivo che un Parlamento abbia potuto mai immaginare: dare in 48 ore l'impunità a Berlusconi per crimini pregressi assolutamente estranei al ruolo politico attualmente ricoperto.
E così una sciocca nefandezza di due comici viene abilmente strumentalizzata per coprire una brutale e irreversibile nefandezza, quale è quella di demolire lo stato di diritto in Italia.
Io penso che questa sinistra deve smettere di litigare e cominciare a raccogliere subito le firme per abolire questa legge assurda, che non esiste in nessun altra nazione (l'affermazione che questa legge sia presente in Francia è una mistificazione, perchè la norma francese è diversa!).
Mi pare che un'opposizione efficace e vincente sia l'ultima possibilità di riscatto del Partito Democratico e di Veltroni, che finora hanno collezionato solo sonore sconfitte.
Speriamo bene per l'Italia,

Andrea Volpe

martedì 8 luglio 2008

Possono stare insieme Berlusconi, attricette e baciamano a Benedetto XVI?

Anche se le raccomandazioni di attricette da parte del Presidente del Consiglio Berlusconi al direttore di RAI Fiction saranno giudicate non perseguibili penalmente, sono tuttavia un indicatore scandaloso della cafonaggine con la quale vengono trattate le istituzioni della Repubblica Italiana e soprattutto esprimono l'immoralità estrema dei nostri massimi esponenti di governo.
Su questo, io penso, che le autorità ecclesiastiche, avvezze ad intervenire su tutto, dovrebbero esprimersi ed invitare Berlusconi a mostrare, almeno pubblicamente, un poco di decenza, piuttosto che riceversi il "baciamano" da parte di colui, che al pari dei "divorziati risposati comuni", dovrebbe essere considerato un pubblico peccatore (!?!), tanto più che, nel suo caso specifico, è palese l'aggravante di pratica manifesta di atti di libertinaggio.
No, secondo me la tratta delle attricette e il baciamano a Benedetto XVI non possono stare inieme!

Andrea Volpe

venerdì 4 luglio 2008

Secondo voi un politico ha diritto alla privacy?

Mi dichiaro subito ed affermo che se una persona decide di mettersi a servizio del proprio paese, entrando in politica, deve rinunciare alla sua privacy: sarebbe un piccolo sacrificio, che, però, permetterebbe ai cittadini di conoscere veramente chi si è preso l'onere di guidarli e che al politico di essere abbondantemente ricompensato dalle grandi soddisfazioni che otterebbe dall'essere a servizio della collettività!
Se, invece, come accade oggi, i primi a difendere la privacy sono i politici, allora c'è da pensare che c'è "puzza di bruciato".
Faccio l'esempio attualissimo di Berlusconi, che pare stia ordinando di mandare al macero alcune intercettazioni che riguardano intimità tra lui ed una giovane ministra del suo attuale governo.
A me pare che il diritto alla privacy agitato da Berlusconi sia una presa per i fondelli degli italiani, che così pensano di salvaguardare se stessi [che da brave persone non hanno nulla da nascondere], mentre indecorosamente copre le indegnità di un personaggio politico pubblico!
Nelle intercettazioni telefoniche tra Berlusconi e Saccà, già oggi di pobblico dominio, si intuisce facilmente che Saccà procurasse le attricette a Silvio!
Ma questo potrebbe passare come privacy, e quindi non soggetto a divulgazione, se, però, Berlusconi, da Presidente del Consiglio, non andasse poi a baciare la mano e a dialogare affettuosamente con Benedetto XVI [che, invece, su questi aspetti è pronto a condannare gli stessi cittadini che si sentono protetti dalla privacy berlusconiana!], non chiedesse alla Chiesa di ammettere alla comunione gli sposati divorziati e risposati, come lui, e se, soprattutto, non si vantasse di non essere fedele con le fidanzate....nello stesso luogo dove aveva chiesto, un attimo prima, di essere ammesso alla comunione con il Corpo di Cristo!
No, la moralità di un politico non può essere un suo personale fatto privato coperto dalla privacy!
Spero che le coscienze di tante brave persone vengano finalmente scosse e che l'inganno permanente operato da Berlusconi nei loro confronti venga sventato.
Chiedo, ancora una volta, di ricevere pareri e riflessioni su questi argomenti, che a me appaiono fondamentali.

Andrea Volpe

giovedì 3 luglio 2008

Partecipare o non partecipare alla manifestazione dell'8 luglio a Roma contro le "leggi ad hoc" pro Berlusconi?

Sta dilagando una sorta di tendenza pseudoculturale, a ragione della quale non bisogna inseguire Berlusconi, per evitare un certo cosiddetto giustizialismo.
In quest'ottica Veltroni fa il soft sui soliti colpi di mano di Berlusconi sulla giustizia e sui suoi interminabili interessi privati nell'amministrazione pubblica!
Mi pare che anche questa posizione del Partito Democratico sia il prodotto esclusivo dello stato confusionale in cui versa l'alta dirigenza di questo partito.
Io sono per partecipare alla manifestazione dell'8 luglio e per organizzare anche quella di ottobre prossimo a cura di Veltroni e del Partito Democratico!
Quello che non si capisce è che rischiamo di essere veramente agli sgoccioli della democrazia in Italia.
Speriamo bene per il futuro e soprattutto in una salvifica ispirazione di qualche mente illuminata, come Andrea Camilleri e Umberto Eco, che al momento mi pare riescono ancora ad interpretare il sentimento di smarrimento della Nazione.
Nello specifico, così si è espresso Umberto Eco in una lettera indirizzata a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona:

Cari Amici,

mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:
1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.
2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.

Umberto Eco


Ecco, io mi ritrovo perfettamente in questa breve, ma intensa riflessione, e non riesco a capire la sordità di molti, non solo di sinistra!

Se possibile mi piacerebbe ricevere le vostre riflessioni in merito.


Andrea Volpe