La vicenda di Mara Carfagna, ministra delle “Pari Opportunità”, la dice lunga sullo stato di salute del movimento femminista in Italia.
È possibile che, con il fiume di fango che in questa circostanza sta scivolando sulla politica italiana, sia a destra che a sinistra l’unica levata di scudi a favore della Carfagna è sulla violazione della “privacy” e non sulla esistenza o meno dei fatti venuti alla ribalta della cronaca, rosa o politica che sia?
È perchè in questo dibattito non si sono fatte sentire le voci del femminismo italiano?
Conoscendone le prese di posizione del recente passato, l’unico silenzio assordante è quello di Veronica Lario, attuale consorte di Berlusconi. Ma l’assenza di tutte le altre voci femminili, sia nell’ambito politico che nell’ambito culturale, è assolutamente inspiegabile!
Può essere che non si alzi una voce a difesa della dignità femminile in sé, e della Carfagna se si vuole, di tono diverso dalla stereotipata accusa nei confronti della pubblicazione di colloqui privati?
Che fine hanno fatto i movimenti femministi italiani?
E queste pari opportunità sono veramente tali per le donne italiane?
Anche a sinistra, dove il PD ha imbottito di presenze femminili gli organismi di partito, non è cambiato nulla nell’indicazione delle linee politiche: infatti, anche la rappresentanza femminile politica è stata lottizzata dal gruppo dirigente, nel cui ambito le poche donne, che godono di considerazione, in buona sostanza si comportano allo stesso modo e con gli stessi criteri dei loro colleghi uomini.
E anche gli “enti morali”, che tanta voce hanno nella formazione della pubblica opinione italiana, dove sono, con chi stanno?
Spero che almeno questa vicenda, così eclatante, scuota dal torpore l’opinione pubblica italiana e che, almeno su questo BLOG, sia aperta una riflessione seria su queste vicende.
Andrea Volpe
domenica 13 luglio 2008
giovedì 10 luglio 2008
È giusto concedere l''impunità a Berlusconi?
Si, mentre la "sinistra-bene" si strappa i capelli per le improvvide esternazioni di due comici, come Beppe Grillo e Sabina Guzzanti, Berlusconi e i suoi alleati, Fini e Bossi, perpetrano la più tragica operazione legislativa con valore retroattivo che un Parlamento abbia potuto mai immaginare: dare in 48 ore l'impunità a Berlusconi per crimini pregressi assolutamente estranei al ruolo politico attualmente ricoperto.
E così una sciocca nefandezza di due comici viene abilmente strumentalizzata per coprire una brutale e irreversibile nefandezza, quale è quella di demolire lo stato di diritto in Italia.
Io penso che questa sinistra deve smettere di litigare e cominciare a raccogliere subito le firme per abolire questa legge assurda, che non esiste in nessun altra nazione (l'affermazione che questa legge sia presente in Francia è una mistificazione, perchè la norma francese è diversa!).
Mi pare che un'opposizione efficace e vincente sia l'ultima possibilità di riscatto del Partito Democratico e di Veltroni, che finora hanno collezionato solo sonore sconfitte.
Speriamo bene per l'Italia,
Andrea Volpe
E così una sciocca nefandezza di due comici viene abilmente strumentalizzata per coprire una brutale e irreversibile nefandezza, quale è quella di demolire lo stato di diritto in Italia.
Io penso che questa sinistra deve smettere di litigare e cominciare a raccogliere subito le firme per abolire questa legge assurda, che non esiste in nessun altra nazione (l'affermazione che questa legge sia presente in Francia è una mistificazione, perchè la norma francese è diversa!).
Mi pare che un'opposizione efficace e vincente sia l'ultima possibilità di riscatto del Partito Democratico e di Veltroni, che finora hanno collezionato solo sonore sconfitte.
Speriamo bene per l'Italia,
Andrea Volpe
martedì 8 luglio 2008
Possono stare insieme Berlusconi, attricette e baciamano a Benedetto XVI?
Anche se le raccomandazioni di attricette da parte del Presidente del Consiglio Berlusconi al direttore di RAI Fiction saranno giudicate non perseguibili penalmente, sono tuttavia un indicatore scandaloso della cafonaggine con la quale vengono trattate le istituzioni della Repubblica Italiana e soprattutto esprimono l'immoralità estrema dei nostri massimi esponenti di governo.
Su questo, io penso, che le autorità ecclesiastiche, avvezze ad intervenire su tutto, dovrebbero esprimersi ed invitare Berlusconi a mostrare, almeno pubblicamente, un poco di decenza, piuttosto che riceversi il "baciamano" da parte di colui, che al pari dei "divorziati risposati comuni", dovrebbe essere considerato un pubblico peccatore (!?!), tanto più che, nel suo caso specifico, è palese l'aggravante di pratica manifesta di atti di libertinaggio.
No, secondo me la tratta delle attricette e il baciamano a Benedetto XVI non possono stare inieme!
Andrea Volpe
Su questo, io penso, che le autorità ecclesiastiche, avvezze ad intervenire su tutto, dovrebbero esprimersi ed invitare Berlusconi a mostrare, almeno pubblicamente, un poco di decenza, piuttosto che riceversi il "baciamano" da parte di colui, che al pari dei "divorziati risposati comuni", dovrebbe essere considerato un pubblico peccatore (!?!), tanto più che, nel suo caso specifico, è palese l'aggravante di pratica manifesta di atti di libertinaggio.
No, secondo me la tratta delle attricette e il baciamano a Benedetto XVI non possono stare inieme!
Andrea Volpe
venerdì 4 luglio 2008
Secondo voi un politico ha diritto alla privacy?
Mi dichiaro subito ed affermo che se una persona decide di mettersi a servizio del proprio paese, entrando in politica, deve rinunciare alla sua privacy: sarebbe un piccolo sacrificio, che, però, permetterebbe ai cittadini di conoscere veramente chi si è preso l'onere di guidarli e che al politico di essere abbondantemente ricompensato dalle grandi soddisfazioni che otterebbe dall'essere a servizio della collettività!
Se, invece, come accade oggi, i primi a difendere la privacy sono i politici, allora c'è da pensare che c'è "puzza di bruciato".
Faccio l'esempio attualissimo di Berlusconi, che pare stia ordinando di mandare al macero alcune intercettazioni che riguardano intimità tra lui ed una giovane ministra del suo attuale governo.
A me pare che il diritto alla privacy agitato da Berlusconi sia una presa per i fondelli degli italiani, che così pensano di salvaguardare se stessi [che da brave persone non hanno nulla da nascondere], mentre indecorosamente copre le indegnità di un personaggio politico pubblico!
Nelle intercettazioni telefoniche tra Berlusconi e Saccà, già oggi di pobblico dominio, si intuisce facilmente che Saccà procurasse le attricette a Silvio!
Ma questo potrebbe passare come privacy, e quindi non soggetto a divulgazione, se, però, Berlusconi, da Presidente del Consiglio, non andasse poi a baciare la mano e a dialogare affettuosamente con Benedetto XVI [che, invece, su questi aspetti è pronto a condannare gli stessi cittadini che si sentono protetti dalla privacy berlusconiana!], non chiedesse alla Chiesa di ammettere alla comunione gli sposati divorziati e risposati, come lui, e se, soprattutto, non si vantasse di non essere fedele con le fidanzate....nello stesso luogo dove aveva chiesto, un attimo prima, di essere ammesso alla comunione con il Corpo di Cristo!
No, la moralità di un politico non può essere un suo personale fatto privato coperto dalla privacy!
Spero che le coscienze di tante brave persone vengano finalmente scosse e che l'inganno permanente operato da Berlusconi nei loro confronti venga sventato.
Chiedo, ancora una volta, di ricevere pareri e riflessioni su questi argomenti, che a me appaiono fondamentali.
Andrea Volpe
Se, invece, come accade oggi, i primi a difendere la privacy sono i politici, allora c'è da pensare che c'è "puzza di bruciato".
Faccio l'esempio attualissimo di Berlusconi, che pare stia ordinando di mandare al macero alcune intercettazioni che riguardano intimità tra lui ed una giovane ministra del suo attuale governo.
A me pare che il diritto alla privacy agitato da Berlusconi sia una presa per i fondelli degli italiani, che così pensano di salvaguardare se stessi [che da brave persone non hanno nulla da nascondere], mentre indecorosamente copre le indegnità di un personaggio politico pubblico!
Nelle intercettazioni telefoniche tra Berlusconi e Saccà, già oggi di pobblico dominio, si intuisce facilmente che Saccà procurasse le attricette a Silvio!
Ma questo potrebbe passare come privacy, e quindi non soggetto a divulgazione, se, però, Berlusconi, da Presidente del Consiglio, non andasse poi a baciare la mano e a dialogare affettuosamente con Benedetto XVI [che, invece, su questi aspetti è pronto a condannare gli stessi cittadini che si sentono protetti dalla privacy berlusconiana!], non chiedesse alla Chiesa di ammettere alla comunione gli sposati divorziati e risposati, come lui, e se, soprattutto, non si vantasse di non essere fedele con le fidanzate....nello stesso luogo dove aveva chiesto, un attimo prima, di essere ammesso alla comunione con il Corpo di Cristo!
No, la moralità di un politico non può essere un suo personale fatto privato coperto dalla privacy!
Spero che le coscienze di tante brave persone vengano finalmente scosse e che l'inganno permanente operato da Berlusconi nei loro confronti venga sventato.
Chiedo, ancora una volta, di ricevere pareri e riflessioni su questi argomenti, che a me appaiono fondamentali.
Andrea Volpe
giovedì 3 luglio 2008
Partecipare o non partecipare alla manifestazione dell'8 luglio a Roma contro le "leggi ad hoc" pro Berlusconi?
Sta dilagando una sorta di tendenza pseudoculturale, a ragione della quale non bisogna inseguire Berlusconi, per evitare un certo cosiddetto giustizialismo.
In quest'ottica Veltroni fa il soft sui soliti colpi di mano di Berlusconi sulla giustizia e sui suoi interminabili interessi privati nell'amministrazione pubblica!
Mi pare che anche questa posizione del Partito Democratico sia il prodotto esclusivo dello stato confusionale in cui versa l'alta dirigenza di questo partito.
Io sono per partecipare alla manifestazione dell'8 luglio e per organizzare anche quella di ottobre prossimo a cura di Veltroni e del Partito Democratico!
Quello che non si capisce è che rischiamo di essere veramente agli sgoccioli della democrazia in Italia.
Speriamo bene per il futuro e soprattutto in una salvifica ispirazione di qualche mente illuminata, come Andrea Camilleri e Umberto Eco, che al momento mi pare riescono ancora ad interpretare il sentimento di smarrimento della Nazione.
Nello specifico, così si è espresso Umberto Eco in una lettera indirizzata a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona:
Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:
1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.
2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.
Umberto Eco
Ecco, io mi ritrovo perfettamente in questa breve, ma intensa riflessione, e non riesco a capire la sordità di molti, non solo di sinistra!
Se possibile mi piacerebbe ricevere le vostre riflessioni in merito.
Andrea Volpe
In quest'ottica Veltroni fa il soft sui soliti colpi di mano di Berlusconi sulla giustizia e sui suoi interminabili interessi privati nell'amministrazione pubblica!
Mi pare che anche questa posizione del Partito Democratico sia il prodotto esclusivo dello stato confusionale in cui versa l'alta dirigenza di questo partito.
Io sono per partecipare alla manifestazione dell'8 luglio e per organizzare anche quella di ottobre prossimo a cura di Veltroni e del Partito Democratico!
Quello che non si capisce è che rischiamo di essere veramente agli sgoccioli della democrazia in Italia.
Speriamo bene per il futuro e soprattutto in una salvifica ispirazione di qualche mente illuminata, come Andrea Camilleri e Umberto Eco, che al momento mi pare riescono ancora ad interpretare il sentimento di smarrimento della Nazione.
Nello specifico, così si è espresso Umberto Eco in una lettera indirizzata a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona:
Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:
1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.
2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.
Umberto Eco
Ecco, io mi ritrovo perfettamente in questa breve, ma intensa riflessione, e non riesco a capire la sordità di molti, non solo di sinistra!
Se possibile mi piacerebbe ricevere le vostre riflessioni in merito.
Andrea Volpe
mercoledì 18 giugno 2008
Che fare del PD Siciliano?
Visto che sono in tanti, magari con meno titoli di quanto ne abbia io, a chiedersi “Che fare del PD Siciliano”, provo anch’io a farmi la domanda e a rispondervi.
Se fossimo in una democrazia normale, dopo le reiterate sconfitte alle elezioni nazionali, regionali, provinciali e comunali, l’unica possibilità che rimarrebbe sarebbe che i vertici del PD (mi riferisco a quelli che hanno messo mogli, amici, figlie e segretari nel Parlamento nazionale) scomparissero dal Partito!
Pertanto, manterrebbero, comunque, il congruo vitalizio parlamentare che hanno estorto con le liste imposte dal “loft romano”….
Purtroppo, però, nel PD siciliano, come pure nel PD nazionale, non c'è una classe dirigente alternativa. Lo tsunami interno del metodo di formazione della classe dirigente nel PD è antecedente allo tsunami esterno della sconfitta elettorale ed ha distrutto ogni alternativa alla dirigenza attuale del PD, che si configura come una sorta di "cosca", che gestisce brandelli di poltrone istituzionali, comunque in esaurimento rapido per la sinistra.
Io penso che bisognerebbe ricominciare dai territori, mettendo insieme un'area vasta che dal centro dello schieramento vada fino alle frange della migliore tradizione socialista, liberale e cattolico-democratica.
A tal scopo buona mi era sembrata l'idea di Tabacci e Pezzotta, dopo soffocata dalle dinamiche cogenti delle leggi elettorali imposte dal Berlusconismo rampante e giosamente accolte anche da quei politici di sinistra dediti all'accattonaggio istituzionale. Perché questa idea non potrebbe essere perseguibile dentro un Partito Democratico assolutamente bisognoso di rifondarsi?
Quest'area potrebbe essere in grado di recuperare il radicamento territoriale, perso dalla sinistra attuale, ed anche dialogare con una "sinistra tradizionalista", oggi rimasta senza alcun riferimento politico istituzionale e anch'essa bisognosa di rifondarsi, uscendo da schemi nostalgici e attualizzandosi alla situazione politica contemporanea.
Comunque, l'unica cosa certa è che questa classe dirigente del PD, almeno in Sicilia, è arrivata al capolinea e deve scomparire o passare a destra con i vincitori, ai quali, ahimè, assomiglia troppo.
Paradossalmente, lo sponsor più sincero della ricostituzione di una vera opposizione in Sicilia, oggi, è il Presidente Regionale Raffaele Lombardo, che ha compreso che senza un'opposizione capace di fare la sua parte, lui stesso rimarrebbe ostaggio dei partiti che lo sostengono e che in toto soggiogherebbero qualunque iniziativa di governo dell'Isola alle proprie logiche interne.
Penso che anche il Gattopardo oggi avrebbe serie difficoltà a trovare una soluzione allo stato confusionale dell’attuale politica in Sicilia: forse che lui si iscriverebbe al Partito del Presidente Lombardo?
Certo che l'orizzonte che si profila in Italia per una sana democrazia non è dei più rassicuranti.
Mi piacerebbe che almeno sul blog si potesse aprire un dibattito libero su questi argomenti, che, ahimè, penso saranno ancora imbavagliati a livello politico-mediatico.
Andrea Volpe
Se fossimo in una democrazia normale, dopo le reiterate sconfitte alle elezioni nazionali, regionali, provinciali e comunali, l’unica possibilità che rimarrebbe sarebbe che i vertici del PD (mi riferisco a quelli che hanno messo mogli, amici, figlie e segretari nel Parlamento nazionale) scomparissero dal Partito!
Pertanto, manterrebbero, comunque, il congruo vitalizio parlamentare che hanno estorto con le liste imposte dal “loft romano”….
Purtroppo, però, nel PD siciliano, come pure nel PD nazionale, non c'è una classe dirigente alternativa. Lo tsunami interno del metodo di formazione della classe dirigente nel PD è antecedente allo tsunami esterno della sconfitta elettorale ed ha distrutto ogni alternativa alla dirigenza attuale del PD, che si configura come una sorta di "cosca", che gestisce brandelli di poltrone istituzionali, comunque in esaurimento rapido per la sinistra.
Io penso che bisognerebbe ricominciare dai territori, mettendo insieme un'area vasta che dal centro dello schieramento vada fino alle frange della migliore tradizione socialista, liberale e cattolico-democratica.
A tal scopo buona mi era sembrata l'idea di Tabacci e Pezzotta, dopo soffocata dalle dinamiche cogenti delle leggi elettorali imposte dal Berlusconismo rampante e giosamente accolte anche da quei politici di sinistra dediti all'accattonaggio istituzionale. Perché questa idea non potrebbe essere perseguibile dentro un Partito Democratico assolutamente bisognoso di rifondarsi?
Quest'area potrebbe essere in grado di recuperare il radicamento territoriale, perso dalla sinistra attuale, ed anche dialogare con una "sinistra tradizionalista", oggi rimasta senza alcun riferimento politico istituzionale e anch'essa bisognosa di rifondarsi, uscendo da schemi nostalgici e attualizzandosi alla situazione politica contemporanea.
Comunque, l'unica cosa certa è che questa classe dirigente del PD, almeno in Sicilia, è arrivata al capolinea e deve scomparire o passare a destra con i vincitori, ai quali, ahimè, assomiglia troppo.
Paradossalmente, lo sponsor più sincero della ricostituzione di una vera opposizione in Sicilia, oggi, è il Presidente Regionale Raffaele Lombardo, che ha compreso che senza un'opposizione capace di fare la sua parte, lui stesso rimarrebbe ostaggio dei partiti che lo sostengono e che in toto soggiogherebbero qualunque iniziativa di governo dell'Isola alle proprie logiche interne.
Penso che anche il Gattopardo oggi avrebbe serie difficoltà a trovare una soluzione allo stato confusionale dell’attuale politica in Sicilia: forse che lui si iscriverebbe al Partito del Presidente Lombardo?
Certo che l'orizzonte che si profila in Italia per una sana democrazia non è dei più rassicuranti.
Mi piacerebbe che almeno sul blog si potesse aprire un dibattito libero su questi argomenti, che, ahimè, penso saranno ancora imbavagliati a livello politico-mediatico.
Andrea Volpe
Grazie!!! Ma....!
Carissime Amiche e Carissimi Amici,
Vi ringrazio per il sostegno gratuito di cui mi avete fatto dono anche in questa competizione elettorale.
Come è noto anche dalle pagine di questo blog, mi è stato proposto di candidarmi qualche giorno prima della presentazione della lista, che alle Elezioni Provinciali avviene ad appena 3 settimane dalla consultazione elettorale.
In sole 3 settimane di campagna elettorale ho raccolto nel territorio del “Collegio n. 5” 491 voti, sostenendo con la mia persona l'identità del Partito Democratico, per il resto totalmente assente per struttura territoriale e capacità organizzativa.
Nel mio Collegio non è scattato nemmeno un seggio ed in ogni caso non sarei stato io a prenderlo, perchè il più votato ha preso appena 464 voti più di me, una differenza facilmente colmabile, se avessi potuto contare sull'aiuto di una pur piccola struttura organizzata.
Al momento della candidatura appariva possibile un aiuto da parte di alcuni quadri sindacali CISL. Questo aiuto è, però, andato integralmente ad un altro candidato, che ha preso all’incirca i miei stessi voti.
Se non si vuole abbandonare chi ha preso la decisione di disperdere il voto cislino ad un giudizio di insulsaggine politica, non rimane che attribuire tale decisione a una sorta di accordo implicito con la CGIL, che sosteneva il candidato, che dopo è risultato il più votato.
Ho ricevuto il sostegno a puro titolo personale di qualche rappresentante politico, che, comunque, ringrazio, indipendentemente da ciò che ha potuto fare in una competizione elettorale per noi veramente complicata.
Oggi, essendo fuori da un regime di voto d'opinione, come una volta si chiamava, ed essendo, invece in un regime di voto clientelare, purtroppo è necessario avere dietro un sindacato o un patronato o un'associazione imprenditoriale o, comunque, una qualche “agenzia” capace di indirizzare voti in cambio di servizi resi!
Certo che l'orizzonte che si profila in Italia per una sana democrazia non è dei più rassicuranti.
Ancora grazie, con stima e simpatia,
Andrea Volpe
Vi ringrazio per il sostegno gratuito di cui mi avete fatto dono anche in questa competizione elettorale.
Come è noto anche dalle pagine di questo blog, mi è stato proposto di candidarmi qualche giorno prima della presentazione della lista, che alle Elezioni Provinciali avviene ad appena 3 settimane dalla consultazione elettorale.
In sole 3 settimane di campagna elettorale ho raccolto nel territorio del “Collegio n. 5” 491 voti, sostenendo con la mia persona l'identità del Partito Democratico, per il resto totalmente assente per struttura territoriale e capacità organizzativa.
Nel mio Collegio non è scattato nemmeno un seggio ed in ogni caso non sarei stato io a prenderlo, perchè il più votato ha preso appena 464 voti più di me, una differenza facilmente colmabile, se avessi potuto contare sull'aiuto di una pur piccola struttura organizzata.
Al momento della candidatura appariva possibile un aiuto da parte di alcuni quadri sindacali CISL. Questo aiuto è, però, andato integralmente ad un altro candidato, che ha preso all’incirca i miei stessi voti.
Se non si vuole abbandonare chi ha preso la decisione di disperdere il voto cislino ad un giudizio di insulsaggine politica, non rimane che attribuire tale decisione a una sorta di accordo implicito con la CGIL, che sosteneva il candidato, che dopo è risultato il più votato.
Ho ricevuto il sostegno a puro titolo personale di qualche rappresentante politico, che, comunque, ringrazio, indipendentemente da ciò che ha potuto fare in una competizione elettorale per noi veramente complicata.
Oggi, essendo fuori da un regime di voto d'opinione, come una volta si chiamava, ed essendo, invece in un regime di voto clientelare, purtroppo è necessario avere dietro un sindacato o un patronato o un'associazione imprenditoriale o, comunque, una qualche “agenzia” capace di indirizzare voti in cambio di servizi resi!
Certo che l'orizzonte che si profila in Italia per una sana democrazia non è dei più rassicuranti.
Ancora grazie, con stima e simpatia,
Andrea Volpe
venerdì 23 maggio 2008
Elezioni Provinciali 2008
Carissime Amiche e Carissimi Amici,
In seguito alle pressanti richieste della dirigenza locale del Partito Democratico e alla luce degli incoraggiamenti pervenutimi da molti di Voi, mi sono deciso a candidarmi alle elezioni provinciali di Palermo del 15 e 16 giugno.
Se la Provincia è una sede amministrativa molto importante per le decisioni che riguardano tutti i servizi dell’area metropolitana, altresì sarebbe ricco di significato riuscire ad occupare uno spazio politico, in un momento nel quale l’agibilità delle pubbliche istituzioni appare sempre più impedita alla partecipazione democratica dei cittadini.
Io, ancora una volta, metto a servizio della comunità la mia persona, nella speranza che questo venga compreso ed incontri risposte positive ed attive da parte Vostra.
Gli obbiettivi da centrare sono:
- incrementare l’affidabilità della proposta politica democratica a livello territoriale locale;
- consentirmi di rappresentarVi personalmente e senza mediazioni nell’ambito dell’Amministrazione Provinciale. Per realizzare questo secondo punto è indispensabile che io riesca ad essere il più votato della lista PD, giacché al meglio scatterà un solo seggio per Collegio.
-
Il Partito Democratico mi ha candidato nel Collegio n. 5 di Palermo, che comprende la 6a Circoscrizione (quartieri CEP, Cruillas, Resuttana, S. Lorenzo) e la 7a Circoscrizione (quartieri Vergine Maria, Patti-Villagio Ruffini, Pallavicino, ZEN, Tommaso Natale-Cardillo, Sferracavallo, Partanna Mondello, Arenella). Solo i residenti in queste zone di Palermo possono esprimere la loro preferenza per me, ma tutti Voi potete contribuire a raggiungere gli obbiettivi con le iniziative che riterrete più opportune ed efficaci allo scopo.
Abbiamo di fronte solo tre settimane di campagna elettorale e chi di Voi vorrà organizzare qualcosa, per cortesia lo faccia subito.
Io rimango in fiduciosa attesa delle Vostre proposte operative, che desidero ardentemente e senza le quali so che non potremmo riuscire a realizzare nulla.
A risentirci presto, con affetto,
Andrea Volpe
In seguito alle pressanti richieste della dirigenza locale del Partito Democratico e alla luce degli incoraggiamenti pervenutimi da molti di Voi, mi sono deciso a candidarmi alle elezioni provinciali di Palermo del 15 e 16 giugno.
Se la Provincia è una sede amministrativa molto importante per le decisioni che riguardano tutti i servizi dell’area metropolitana, altresì sarebbe ricco di significato riuscire ad occupare uno spazio politico, in un momento nel quale l’agibilità delle pubbliche istituzioni appare sempre più impedita alla partecipazione democratica dei cittadini.
Io, ancora una volta, metto a servizio della comunità la mia persona, nella speranza che questo venga compreso ed incontri risposte positive ed attive da parte Vostra.
Gli obbiettivi da centrare sono:
- incrementare l’affidabilità della proposta politica democratica a livello territoriale locale;
- consentirmi di rappresentarVi personalmente e senza mediazioni nell’ambito dell’Amministrazione Provinciale. Per realizzare questo secondo punto è indispensabile che io riesca ad essere il più votato della lista PD, giacché al meglio scatterà un solo seggio per Collegio.
-
Il Partito Democratico mi ha candidato nel Collegio n. 5 di Palermo, che comprende la 6a Circoscrizione (quartieri CEP, Cruillas, Resuttana, S. Lorenzo) e la 7a Circoscrizione (quartieri Vergine Maria, Patti-Villagio Ruffini, Pallavicino, ZEN, Tommaso Natale-Cardillo, Sferracavallo, Partanna Mondello, Arenella). Solo i residenti in queste zone di Palermo possono esprimere la loro preferenza per me, ma tutti Voi potete contribuire a raggiungere gli obbiettivi con le iniziative che riterrete più opportune ed efficaci allo scopo.
Abbiamo di fronte solo tre settimane di campagna elettorale e chi di Voi vorrà organizzare qualcosa, per cortesia lo faccia subito.
Io rimango in fiduciosa attesa delle Vostre proposte operative, che desidero ardentemente e senza le quali so che non potremmo riuscire a realizzare nulla.
A risentirci presto, con affetto,
Andrea Volpe
lunedì 12 maggio 2008
Che fare alle prossime elezioni provinciali di Palermo?
Carissimi Amici,
Ieri mi hanno proposto di candidarmi alle elezioni provinciali di Palermo del 15 e 16 giugno prossimo nelle fila del Partito Democratico.
La Provincia è una sede amministrativa molto importante per le decisioni che riguardano tutti i servizi d’area come lo smaltimento dei rifiuti e la tipologia del loro trattamento, i trasporti nell’area metropolitana, con particolare riferimento al passante ferroviario, l’approvvigionamento idrico, la viabilità, le aree per le attività produttive, l’edilizia sociale, le iniziative per l’incremento del turismo nel nostro splendido territorio e tantissimi altri importanti servizi.
Fino a 12 ore fa, in tutta sincerità, neppure immaginavo di coinvolgermi, ma adesso alcuni insistentemente mi hanno chiesto se ancora una volta ero disponibile ad offrire alla collettività il servizio di sottopormi al giudizio elettorale.
Non ho ancora assunto nessuna decisione, anzi la mia risposta a queste sollecitazioni è ancora negativa.
Tuttavia mi riesce difficile estraniarmi dalla possibilità di essere utile alla nostra comunità, se c’è una comune convergenza di intenti.
Per questo mi sono deciso a chiedere uno per uno il parere agli amici più cari, ricorrendo anche allo strumento nuovo e potente costituito appunto da internet.
Io potrei essere candidato per il Collegio n. 5 di Palermo, che comprende la 6a Circoscrizione (quartieri CEP, Cruillas, Resuttana, S. Lorenzo) e la 7a Circoscrizione (quartieri Vergine Maria, Patti-Villagio Ruffini, Pallavicino, ZEN, Tommaso Natale-Cardillo, Sferracavallo, Partanna Mondello, Arenella) e solo i residenti in queste zone di Palermo possono esprimere la loro preferenza per me.
Ho veramente bisogno di avere il vostro parere ed eventualmente il vostro aiuto nel coinvolgere amici e parenti in questa sfida, che sinceramente aspirerei a condividere con ciascuno di voi.
Con affetto,
Andrea Volpe
Ieri mi hanno proposto di candidarmi alle elezioni provinciali di Palermo del 15 e 16 giugno prossimo nelle fila del Partito Democratico.
La Provincia è una sede amministrativa molto importante per le decisioni che riguardano tutti i servizi d’area come lo smaltimento dei rifiuti e la tipologia del loro trattamento, i trasporti nell’area metropolitana, con particolare riferimento al passante ferroviario, l’approvvigionamento idrico, la viabilità, le aree per le attività produttive, l’edilizia sociale, le iniziative per l’incremento del turismo nel nostro splendido territorio e tantissimi altri importanti servizi.
Fino a 12 ore fa, in tutta sincerità, neppure immaginavo di coinvolgermi, ma adesso alcuni insistentemente mi hanno chiesto se ancora una volta ero disponibile ad offrire alla collettività il servizio di sottopormi al giudizio elettorale.
Non ho ancora assunto nessuna decisione, anzi la mia risposta a queste sollecitazioni è ancora negativa.
Tuttavia mi riesce difficile estraniarmi dalla possibilità di essere utile alla nostra comunità, se c’è una comune convergenza di intenti.
Per questo mi sono deciso a chiedere uno per uno il parere agli amici più cari, ricorrendo anche allo strumento nuovo e potente costituito appunto da internet.
Io potrei essere candidato per il Collegio n. 5 di Palermo, che comprende la 6a Circoscrizione (quartieri CEP, Cruillas, Resuttana, S. Lorenzo) e la 7a Circoscrizione (quartieri Vergine Maria, Patti-Villagio Ruffini, Pallavicino, ZEN, Tommaso Natale-Cardillo, Sferracavallo, Partanna Mondello, Arenella) e solo i residenti in queste zone di Palermo possono esprimere la loro preferenza per me.
Ho veramente bisogno di avere il vostro parere ed eventualmente il vostro aiuto nel coinvolgere amici e parenti in questa sfida, che sinceramente aspirerei a condividere con ciascuno di voi.
Con affetto,
Andrea Volpe
martedì 6 maggio 2008
È pensabile una società separata dalla classe politica?
Siamo in un evidente crisi di disconoscimento consensuale tra società politica e società civile.
I politici operano come se la società civile non esistesse:
- si aumentano i privilegi
- moltiplicano i benefit per sé e per i loro attacchè
- eleggono parenti, amici ed amanti
- depauperano l’Italia
- fanno leggi per cui sono loro ad assegnare posti di lavoro, appalti , prebende e quant’altro sia a portata di legge…
- presto arriveranno a nominare senatori i propri cavalli, come fece Caligola, o, più modernamente, i loro cani...
- non fanno figli, perché non riescono a decidere se farli con la prima o la seconda moglie, o con qualcuna delle amanti (però sono consapevoli che non riuscirebbero a farli con qualche trans, che di tanto in tanto frequentano).
Dall’altra parte ci sono uomini e donne che vivono come possono:
- cercano di tirare a campare come meglio riescono
- pensano che il politico abbia come compito quello di fargli trovare un lavoro (…costi quel che costi…)
- disciplinatamente vanno a votare, tanto un politico vale l’altro ed è meglio votare chi la spara più grossa
- sopportano che la classe politica faccia quel che voglia senza interferire nei loro…affari
- si indignano se gli pubblicano il reddito annuo!?!, senza pensare che questo sarebbe l’unico strumento per far venire alla luce le rapine ordite dai potenti
- convivono con un’amministrazione pubblica che deliberatamente serve solo a complicare la vita e ad estorcere soldi ai cittadini
- vivono nel proprio privato, cercando di salvare se stessi ed i propri intimi
- poco male se ogni tanto ci scappa il morto per isterismo diffuso, per prepotenza, per incidente sul lavoro, per “che interessa a me che cosa fa lui..!”, ecc.
- “munnu ha statu e munnu sarà” (-mondo è stato e mondo sarà- nel senso che non cambia mai nulla) si dice in Sicilia...!
- non fanno figli, perché “in questa incertezza economica come si fa…”, ma, GUAI SE ARRIVANO GLI EXTRACOMUNITARI!
La conseguenza di questo stato di cose è che l’Italia è in una crisi culturale, che non ha mai avuto eguali.
La crisi culturale conduce subito alla crisi morale e alla crisi economica.
Siamo ormai il fanalino di coda dell’Europa occidentale (Grecia inclusa) e, se non si fa qualcosa, anche le nazioni dell’est (Slovenia, Croazia, Bulgaria, Polonia, ecc) presto ci supereranno.
Il ricordo della grande, bella e raffinata Italia rimarrà solo nei libri di storia!
Noi italiani non ci riconosciamo più, siamo un popolo di vecchi e non vogliamo più bene nemmeno a noi stessi: viviamo una profonda crisi d’identità, dalla quale non si vede modo di uscire.
Ma si può continuare così?
Dove stiamo andando?
Cosa pensiamo di fare?
Per favore, qualcuno mi smentisca e mi faccia capire che ho scritto “cazzate…..”
Andrea Volpe
I politici operano come se la società civile non esistesse:
- si aumentano i privilegi
- moltiplicano i benefit per sé e per i loro attacchè
- eleggono parenti, amici ed amanti
- depauperano l’Italia
- fanno leggi per cui sono loro ad assegnare posti di lavoro, appalti , prebende e quant’altro sia a portata di legge…
- presto arriveranno a nominare senatori i propri cavalli, come fece Caligola, o, più modernamente, i loro cani...
- non fanno figli, perché non riescono a decidere se farli con la prima o la seconda moglie, o con qualcuna delle amanti (però sono consapevoli che non riuscirebbero a farli con qualche trans, che di tanto in tanto frequentano).
Dall’altra parte ci sono uomini e donne che vivono come possono:
- cercano di tirare a campare come meglio riescono
- pensano che il politico abbia come compito quello di fargli trovare un lavoro (…costi quel che costi…)
- disciplinatamente vanno a votare, tanto un politico vale l’altro ed è meglio votare chi la spara più grossa
- sopportano che la classe politica faccia quel che voglia senza interferire nei loro…affari
- si indignano se gli pubblicano il reddito annuo!?!, senza pensare che questo sarebbe l’unico strumento per far venire alla luce le rapine ordite dai potenti
- convivono con un’amministrazione pubblica che deliberatamente serve solo a complicare la vita e ad estorcere soldi ai cittadini
- vivono nel proprio privato, cercando di salvare se stessi ed i propri intimi
- poco male se ogni tanto ci scappa il morto per isterismo diffuso, per prepotenza, per incidente sul lavoro, per “che interessa a me che cosa fa lui..!”, ecc.
- “munnu ha statu e munnu sarà” (-mondo è stato e mondo sarà- nel senso che non cambia mai nulla) si dice in Sicilia...!
- non fanno figli, perché “in questa incertezza economica come si fa…”, ma, GUAI SE ARRIVANO GLI EXTRACOMUNITARI!
La conseguenza di questo stato di cose è che l’Italia è in una crisi culturale, che non ha mai avuto eguali.
La crisi culturale conduce subito alla crisi morale e alla crisi economica.
Siamo ormai il fanalino di coda dell’Europa occidentale (Grecia inclusa) e, se non si fa qualcosa, anche le nazioni dell’est (Slovenia, Croazia, Bulgaria, Polonia, ecc) presto ci supereranno.
Il ricordo della grande, bella e raffinata Italia rimarrà solo nei libri di storia!
Noi italiani non ci riconosciamo più, siamo un popolo di vecchi e non vogliamo più bene nemmeno a noi stessi: viviamo una profonda crisi d’identità, dalla quale non si vede modo di uscire.
Ma si può continuare così?
Dove stiamo andando?
Cosa pensiamo di fare?
Per favore, qualcuno mi smentisca e mi faccia capire che ho scritto “cazzate…..”
Andrea Volpe
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